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mercoledì 10 giugno 2020

Seneca. (2)

"Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata." - Lucio Anneo Seneca, "Lettere morali a Lucilio"

venerdì 5 giugno 2020

Il "Cantico delle Creature" di San Francesco d'Assisi

" [...]
Laudato si' mi' Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;
beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi' Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate. "

domenica 24 maggio 2020

Pavese.

"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio."
- Cesare Pavese

sabato 16 maggio 2020

"Romeo e Giulietta" di William Shakespear


Amore e morte sono da sempre nella letteratura un forte espediente narrativo. Una delle più famose tragedie che narrano di <<eros e thanatos>> è quella di “Romeo e Giulietta”.
“Romeo e Giulietta” è una tragedia scritta da William Shakespeare. La storia narra di due giovani innamorati di Verona appartenenti a due famiglie rivali, i Montecchi e i Capuleti.  Romeo, innamoratosi della giovane ad una festa, dopo essersi dichiarato, decide di proporle un matrimonio segreto. In seguito, però, Romeo viene coinvolto in una rissa contro alcuni giovani della famiglia rivale e nello scontro muore Mercuzio, migliore amico del protagonista. Per la rabbia Romeo uccide Tebaldo ed è costretto a fuggire. Frate Lorenzo escogita un piano per far sposare i due amanti che degenererà nella tragedia. Giulietta, grazie ad un narcotico finge la sua morte per due giorni, per poi tentare di ricongiungersi al proprio amato. Sfortunatamente Romeo non è a conoscenza del piano e la crede morta. Romeo, così, beve un potente veleno al sepolcro di Giulietta. La ragazza, una volta sveglia, dopo aver visto Romeo, decide di pugnalarsi.

Seneca. (1)

"Intra peritura vivimus. (Viviamo tra cose destinate a morire)." - Lucio Anneo Seneca. "Lettere morali a Lucilio"

martedì 12 maggio 2020

Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie

Prima tomografia computerizzata su una mummia rara
„
Mummia risalente all'Antico Regno (2500 a.C. circa) custodita nel Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino.
“

Potrebbe interessarti: http://www.torinotoday.it/attualita/prima-tomografia-computerizzata-mummia-rara.html


Il “Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie” è uno dei testi appartenenti alle “Operette morali” di Giacomo Leopardi. Il testo si apre con il “Coro dei morti”, una solenne canzone nella quale si descrive la naturalità della morte dal punto di vista dei morti stessi. Di fatti a parlare sono delle mummie che dicono di essere lontane dalla vita, proprio come i vivi lo sono dalla morte. Non c’è rimpianto nel loro canto poiché la vita, ormai, è per loro solo un lontano ricordo. Nel fantasioso testo di Leopardi, le mummie sono del dottor Ruysch, famoso botanico e anatomista olandese. Il dottor Ruysch, un po’ impaurito dalla resurrezione dei cadaveri, intraprende un dialogo ironico e inaspettato con quest’ultimi. Le domande dello scienziato trattano i grandi interrogativi sulla morte, infatti Federico chiede alle mummie se esse abbiano sofferto nel momento in cui essa è sopraggiunta e, incredibilmente, esse rispondono che non hanno sentito nulla.
Di seguito, l’anatomista pone una domanda cruciale: ““Dunque che cosa è la morte, se non è dolore?”
Uno dei cadaveri risponde:” Piuttosto piacere che altro. Sappi che il morire, come l'addormentarsi, non si fa in un solo istante, ma per gradi. Vero è che questi gradi sono più o meno, e maggiori o minori, secondo la varietà delle cause e dei generi della morte. Nell'ultimo di tali istanti la morte non reca né dolore né piacere alcuno, come né anche il sonno. Negli altri precedenti non può generare dolore perché il dolore è cosa viva, e i sensi dell'uomo in quel tempo, cioè cominciata che è la morte, sono moribondi, che è quanto dire estremamente attenuati di forze. Può bene esser causa di piacere: perché il piacere non sempre è cosa viva; anzi forse la maggior parte dei diletti umani consistono in qualche sorta di languidezza. Di modo che i sensi dell'uomo sono capaci di piacere anche presso all'estinguersi; atteso che spessissime volte la stessa languidezza e piacere; massime quando vi libera da patimento; poiché ben sai che la cessazione di qualunque dolore o disagio, e piacere per se medesima.”
Così emerge il pensiero di Leopardi sulla morte: essa rappresenta un evento positivo perché ci impedisce di provare dolore. L’indebolimento delle nostre facoltà vitali ci permette di godere gli ultimi nostri istanti, in un torpore che rappresenta perfettamente quello descritto nella teoria del piacere di Leopardi stesso.

Il testo integrale del dialogo è riportato al seguente link: http://www.leopardi.it/operette_morali14.php




mercoledì 6 maggio 2020

mercoledì 25 marzo 2020

La democratica Morte nella tradizione napoletana: " 'A Livella" di Totò

Napoli ha avuto sempre un rapporto particolare con la Morte. Nella città esiste il particolare culto delle "capuzzelle₁", dovuto alla devozione del popolo partenopeo verso le "anime pezzentelle₂" , ovvero anime dannate e dimenticate. Esse rappresentano miseria e speranza. Le "capuzzelle" non sono altro che teschi di defunti conservati in particolare nel Cimitero delle Fontanelle, in cui i napoletani sussurrano le proprie preghiere a queste povere anime bloccate in Purgatorio.
Proprio in questo contesto si inserisce la celeberrima poesia "'A Livella" di Totò. La vicenda decantata da Totò è ambientata proprio nel Cimitero delle Fontanelle, in cui egli dice di assistere alla discussione tra due anime: il povero Gennaro, netturbino e il marchese ‘nobilissimo'. La morale del testo poetico è che la Morte si presenta come una livella₃ e come tale annulla le differenze sociali esistite in vita. Mentre in vita si professano lavori diversi e si occupano posizioni ineguali, davanti alla Morte siamo tutti uguali, non esistono distinzioni di nessun genere tanto meno di razza o di classe sociale.
Di seguito è riportato il video in cui Totò recita la poesia. 



(Il testo è, invece, riportato qui https://libreriamo.it/libri/a-livella-poesia-piu-amata-toto/.)


1)Il termine "capuzzelle" deriva dal latino "căput,capitis" sostantivo neutro della III declinazione che significa "testa".
2) Il termine "pezzente" deriva dal Latino volgare "petientem", p. pres. di "petire", variante di "petĕre" e significa "chiedere".
3)La livella è uno strumento utilizzato nell'edilizia per verificare che i piani siano orizzontali.



(Fonti :https://napoli.fanpage.it/2-novembre-il-giorno-dei-morti-e-della-livella-di-toto/, https://www.fanpage.it/cultura/le-capuzzelle-e-il-culto-delle-anime-pezzentelle-lantico-legame-di-napoli-con-la-morte/, https://www.dizionario-latino.com/dizionario-latino-italiano.php?lemma=CAPUT100, http://www.treccani.it/vocabolario/pezzente/)

venerdì 20 marzo 2020

Viaggio della Morte nella letteratura latina e italiana. Parte 2

Nell’età post-repubblicana, Seneca nella “Consolatio ad Marciam” consola Marcia della morte del figlio parlando di due visioni del “sonno eterno” per lui di eguale importanza: una visione escatologica, ripresa dalla filosofia medioplatonica, secondo la quale dopo la morte si passa a miglior vita; una visione materialistica, ripresa dall’epicureismo e dallo stoicismo, secondo cui dopo la fine della vita non c’è più nulla. Nelle “Epistulae morales ad Lucilium”, avviene una identificazione tra il tempo passato e la morte stessa, che diviene compagna inesorabile dell’uomo.
Nella “Divina Commedia”, Dante tratta di questo tema in luce della religione cristiana e, quindi, non fa solo riferimento alla morte corporale degli uomini, ma si riferisce anche alla ”seconda morte”, quella spirituale, probabilmente facendo riferimento all’”Apocalisse” di San Giovanni. Per Dante la morte è quel mezzo che porterà alla beatitudine eterna di Dio. Con Foscolo ritroviamo nella sua poesia un forte materialismo: l’uomo fa parte del ciclo naturale dove c’è un mutamento continuo delle cose, per cui tutto nasce e fatalmente muore. Foscolo, in particolar modo, descrive la morte come naturale destino dell’uomo. Manzoni ne’ “I promessi Sposi” ha intriso il romanzo con il tema della morte. Essa viene rappresentata dalla peste, considerata “flagello di Dio” e strumento che purifica la Terra dal male e punisce gli uomini per i loro peccati. Per Leopardi la morte è un punto indolore e quieto che segna, se non l'inizio della felicità, almeno la fine del dolore. Nelle “Operette Morali”, in particolare nel “Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie” , la morte è strettamente legata alla concezione di sonno eterno.
La Morte è quindi un elemento cruciale nella vita dell’uomo, indipendentemente dalla visione filosofica che si ha di essa, e ciò lo si deduce dalle numerose citazioni che essa stessa ha avuto in molte opere della nostra cultura, senza far riferimento a testi stranieri, altrettanto ricchi della presenza di questa parola.

Viaggio della Morte nella letteratura latina e italiana. Parte 1

Nel corso della storia l’uomo è stato sempre affascinato dalla misteriosa Morte e proprio per questo a lei sono dedicate molte riflessioni e opere letterarie.
Nella tradizione latina e italiana si annoverano numerosi intellettuali che hanno trattato la questione della morte. Di seguito è riportato un breve e parziale excursus dell’utilizzo della parola “morte” nella nostra tradizione letteraria.
L’oratore Cicerone fu uno dei primi a parlare nel mondo latino della morte come evento di passaggio ad una esistenza migliore per chi ha compiuto nobili atti in vita. Il “De re publica”, per esempio, si chiude con un dialogo, il “Somnium Scipionis”, nel quale Scipione l’Africano compare in sogno a Scipione l’Emiliano e dopo avergli rivelato la bellezza e l’armonia delle sfere celesti, gli mostra la via Lattea, luogo di beatitudine riservato a coloro che hanno operato per il bene della patria.
In seguito, ritroviamo nel “De rerum Natura” di Lucrezio ritroviamo una visione del tutto razionale . parla della comune paura della morte degli uomini facendo riferimento alla teoria della mortalità dell’“animus”. L’atto della morte viene identificato con il momento nel quale l’uomo perde ogni tipo di capacità percettiva, concetto che Lucrezio apprende dalla filosofia epicurea e che arricchisce attraverso la sua opera. La morte è, quindi, ciò che disgrega il corpo e dopo la quale la materia abbandona definitivamente il suo essere nella vita precedente.
La Morte viene citata spesso anche da Virgilio in varie opere e, seppure ispirandosi a Lucrezio, egli vive questo tema con forte coinvolgimento emotivo. Nelle “Bucoliche”, più precisamente nella X ecloga si narra della poesia come antidoto della morte; nelle “Georgiche” Virgilio parla della moria degli animali durante la peste di Norico e dell’infelice storia di Orfeo ed Euridice, in cui “eros” e morte sono strettamente connessi. Nell’ “Eneide” la morte è motivo di commozione in particolare in due differenti episodi: la morte di Anchise e il suicidio di Didone. Per Virgilio la morte è un ineluttabile evento deciso dal Fato che provoca inevitabilmente dolore. Ovidio nelle “Metamorfosi” tratta del tema del mutamento che molto spesso avviene proprio a causa della morte. Essa, dunque, non è motivo di sofferenza, ma opportunità di cambiamento. Nel libro III la bella Eco è punita da Giunone con la perdita della voce. Ella si innamora di Narciso, il quale, a causa dell’impossibilità di Eco di comunicare, respinge la giovane. Eco così muore consumata dal suo stesso amore fino a ridursi in una voce senza corpo. Lo stesso Narciso si innamora della sua immagine riflessa in una fonte e incapace di allontanarsi dalla sorgente muore e il suo corpo si trasforma in un fiore.

STEP #25 Dialogo

La giovane Alex, protagonista della serie “ Appuntamento conla morte ”, a seguito dell’improvvisa scomparsa dell’amica Phoebe, si ritrova ad...