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Personale rappresentazione della Morte |
La Morte rappresenta una parte fondamentale del ciclo vitale. L’etimologia del temine che la identifica indica uno stato di logoramento e deterioramento, che può essere inteso come decadimento fisico, nel senso scientifico del termine, o deperimento spirituale. La Morte è inestricabilmente legata all’esistenza dell’uomo, se ne riconosce la presenza, ma molte volte la si ignora perché collegata ad eventi dolorosi. Il mistero che si cela dietro questo avvenimento è di fatto quello che spaventa tanto gli esseri umani, i quali provano a darsi risposte con la teologia più raffinata, come Tommaso D’Aquino e San Francesco, o con una filosofia che diventa stile di vita, come Socrate. Ogni cultura l’ha resa parte integrante della propria tradizione. C’è chi l’ha vista come una figura arrogante e rabbiosa, chi come una donna dal carattere morboso, chi come una “livella”. I cristiani la considerano come accesso alla beatitudine di Dio, mentre per buddhisti e shintoisti è, invece, l’inizio di un nuovo ciclo.
Trattando
la Morte da un punto di vista etico, c’è chi, come Leopardi, la ritiene come
valida soluzione per porre rimedio dignitosamente alle grandi sofferenze
proprie dell’esistenza. Già nella Roma Antica si parlava di suicidio stoico
come affermazione estrema della propria libertà, compiuto da molte figure di
spicco come Catone l’Uticense o Seneca. Oggi è in corso un dibattito molto
acceso sulla legittimità di compiere un suicidio assistito o l'eutanasia in cliniche mediche in
caso di malattie permanenti fortemente debilitanti.
La
Morte è, per di più, rilevante nell’economia, nella politica e nella ricerca. Il tasso di
mortalità è nella società odierna preso in considerazione per valutare il
benessere della popolazione. Di fatto, è
stato provato che nel caso in cui si continuasse a promuovere uno stile di vita
non sostenibile per l’ambiente, non solo il tenore di vita mondiale si
abbasserebbe notevolmente, ma aumenterebbe in modo incontrollabile il tasso di
mortalità. Come sarebbe inimmaginabile una società con troppa morte, viceversa
sarebbe impossibile immaginare utopicamente una che ne sia completamente priva.
Essendo l’esistenza dell’uomo pregna di Morte, inevitabilmente anche il mondo dell’arte è influenzato dalla sua presenza. Si pensi a Caravaggio, che ossessivamente ha tentato di rappresentarla nei suoi aspetti più cruenti, oppure Magritte, segnato dal suicidio della madre. Siccome fin dall’antichità si è cercato di dare una degna dimora ai defunti, il mondo della scultura è stato stimolato fino alla creazione di opere maestose come le piramidi. In aggiunta, grandi autori come Leopardi, Pirandello, Dante, hanno parlato della Morte evidenziandone sfaccettature diverse. Infine, la sua descrizione più completa la ritroviamo nella settima arte, nel film “Il Settimo Sigillo” di Bergman, in un complicato rapporto tra Dio e l’uomo.
Essendo l’esistenza dell’uomo pregna di Morte, inevitabilmente anche il mondo dell’arte è influenzato dalla sua presenza. Si pensi a Caravaggio, che ossessivamente ha tentato di rappresentarla nei suoi aspetti più cruenti, oppure Magritte, segnato dal suicidio della madre. Siccome fin dall’antichità si è cercato di dare una degna dimora ai defunti, il mondo della scultura è stato stimolato fino alla creazione di opere maestose come le piramidi. In aggiunta, grandi autori come Leopardi, Pirandello, Dante, hanno parlato della Morte evidenziandone sfaccettature diverse. Infine, la sua descrizione più completa la ritroviamo nella settima arte, nel film “Il Settimo Sigillo” di Bergman, in un complicato rapporto tra Dio e l’uomo.
In questa intensa indagine sulla Morte sono stati svelati i vari
legami che quest’ultima ha con la vita di tutti giorni dell’uomo. In particolar
modo, essa non deve essere vista come un angoscioso elemento del ciclo vitale,
ma come un ineluttabile evento che può influenzare positivamente le nostre
scelte quotidiane.
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