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"Stazione spaziale Elysium" nel film "Elysium" |
Se si chiede ad un uomo di immaginare un mondo ideale, in
cui si ha il controllo delle leggi naturali, quasi sicuramente descriverà una
realtà utopica in cui non ci sia sofferenza e morte. Il deterioramento è
sicuramente un limite di tutti gli elementi naturali, sofferto in particolar
modo dall’uomo, che, costantemente con il progresso scientifico tenta di cercare
la chiave dell’immortalità. In un tempo senza morte, però, emergerebbero delle
problematiche etiche e socio-economiche non indifferenti. Secondo indiscrezioni
di alcuni scienziati il ringiovanimento cellulare potrebbe avvenire già tra 50 anni.
I costi per sottoporsi a questo trattamento sarebbero notevoli in quanto
dovrebbero coprire la terapia vera e propria e il mantenimento. La cura per
l’invecchiamento potrebbe essere nelle mani di pochi, i più ricchi, che si sentirebbero in
diritto di scegliere della sorte degli altri umani. L’uomo sarebbe portato a
considerarsi padrone di tutto con il conseguente abuso di potere. Nel film “Elysium”
viene visualizzata, per esempio, un’umanità che ha creato una macchina capace di curare tutte
le malattie, ma che è accessibile a solo una parte della popolazione, che vive su un ecosistema perfetto situato nello spazio. Le conseguenze sono drammatiche, caratterizzate dalle
ribellioni dei civili sulla Terra, messi in ginocchio da povertà ed inquinamento.
Invece, nell’ipotesi in cui la cura fosse accessibile da chiunque,
ci sarebbe il problema delle risorse primarie per la sopravvivenza. Il nostro
pianeta non riuscirebbe a mantenere il sostentamento di una popolazione in
continuo aumento e una mortalità pari a zero. Di conseguenza, ben presto ci
sarebbero conflitti per alimenti e acqua.
La morte è, quindi, una parte fondamentale del ciclo vitale,
senza la quale avverrebbe il collasso dell’intero ecosistema.
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