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giovedì 14 maggio 2020

Epicuro

"La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi." - Epicuro

martedì 12 maggio 2020

Heidegger. (1)

"Se prendo la morte nella mia vita, la riconosco, e l'affronto a viso aperto, mi libererò dall'angoscia della morte e dalla meschinità della vita - e solo allora sarò libero di diventare me stesso. "- Martin Heidegger

Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie

Prima tomografia computerizzata su una mummia rara
Mummia risalente all'Antico Regno (2500 a.C. circa) custodita nel Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino.


Potrebbe interessarti: http://www.torinotoday.it/attualita/prima-tomografia-computerizzata-mummia-rara.html


Il “Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie” è uno dei testi appartenenti alle “Operette morali” di Giacomo Leopardi. Il testo si apre con il “Coro dei morti”, una solenne canzone nella quale si descrive la naturalità della morte dal punto di vista dei morti stessi. Di fatti a parlare sono delle mummie che dicono di essere lontane dalla vita, proprio come i vivi lo sono dalla morte. Non c’è rimpianto nel loro canto poiché la vita, ormai, è per loro solo un lontano ricordo. Nel fantasioso testo di Leopardi, le mummie sono del dottor Ruysch, famoso botanico e anatomista olandese. Il dottor Ruysch, un po’ impaurito dalla resurrezione dei cadaveri, intraprende un dialogo ironico e inaspettato con quest’ultimi. Le domande dello scienziato trattano i grandi interrogativi sulla morte, infatti Federico chiede alle mummie se esse abbiano sofferto nel momento in cui essa è sopraggiunta e, incredibilmente, esse rispondono che non hanno sentito nulla.
Di seguito, l’anatomista pone una domanda cruciale: ““Dunque che cosa è la morte, se non è dolore?”
Uno dei cadaveri risponde:” Piuttosto piacere che altro. Sappi che il morire, come l'addormentarsi, non si fa in un solo istante, ma per gradi. Vero è che questi gradi sono più o meno, e maggiori o minori, secondo la varietà delle cause e dei generi della morte. Nell'ultimo di tali istanti la morte non reca né dolore né piacere alcuno, come né anche il sonno. Negli altri precedenti non può generare dolore perché il dolore è cosa viva, e i sensi dell'uomo in quel tempo, cioè cominciata che è la morte, sono moribondi, che è quanto dire estremamente attenuati di forze. Può bene esser causa di piacere: perché il piacere non sempre è cosa viva; anzi forse la maggior parte dei diletti umani consistono in qualche sorta di languidezza. Di modo che i sensi dell'uomo sono capaci di piacere anche presso all'estinguersi; atteso che spessissime volte la stessa languidezza e piacere; massime quando vi libera da patimento; poiché ben sai che la cessazione di qualunque dolore o disagio, e piacere per se medesima.”
Così emerge il pensiero di Leopardi sulla morte: essa rappresenta un evento positivo perché ci impedisce di provare dolore. L’indebolimento delle nostre facoltà vitali ci permette di godere gli ultimi nostri istanti, in un torpore che rappresenta perfettamente quello descritto nella teoria del piacere di Leopardi stesso.

Il testo integrale del dialogo è riportato al seguente link: http://www.leopardi.it/operette_morali14.php




venerdì 8 maggio 2020

Totò

"Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiedevano il bis."
- Totò, "47 morto che parla"

mercoledì 6 maggio 2020

giovedì 30 aprile 2020

"La morte di Arlecchino" di Picasso.

"La morte di Arlecchino" di Picasso. 1901.

STEP #13 Morte nello Spazio


La costruzione di un veicolo aerospaziale è un processo che coinvolge le menti di molti ingegneri. Durante i collaudi dei mezzi aerospaziali e durante le stesse missioni spaziali sono avvenuti incidenti mortali a causa di errori ingegneristici.
Nel 28 gennaio 1986 è avvenuto il tragico incidente dello Space Shuttle Challenger. Esso fu distrutto dopo 73 secondi di volo. Durante il decollo c’è stato un mal funzionamento dell’O-ring, un anello di elastomero utilizzato come sigillo. A seguito della rottura di una saldatura tra due sezioni della Solid Rocket Booster. Il foro doveva essere chiuso dall’O-ring primario, rovinato però dal gelo. Inoltre, a causa del guasto è stato bloccato anche l’O-ring secondario.
Persero la vita in questa missione Dick Scobee, Michael John Smith, Judith Resnik, Ellison Onizuka, Ronald McNair, Gregory Jarvis, Christa McAuliffe. Inizialmente, la cabina dell’equipaggio si separò dalla parte restante del veicolo. Probabilmente i membri della squadra erano coscienti al momento della rottura. La cabina impattò nell’oceano a 333 km/h he impedì la sopravvivenza dell’equipaggio.


Anche prima dello sbarco sulla Luna del 27 Luglio 1969 grazie alla missione Apollo 11, ci furono ben 5 morti tra missioni Gemini e Apollo. Elliott See e Charles Bassett si schiantarono con il loro aereo d’addestramento, mentre, nel 1967, <<durante un'esercitazione sulla piattaforma Launch Complex 34 alla Cape Kennedy Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida, la navetta Apollo prese fuoco e i tre astronauti a bordo, ovvero Virgil Grissom, Edward White e Roger Chaffee, morirono tutti nell'incendio>>.
L’ingegnere in questo caso non ha solo l’impegno di svolgere bene il suo lavoro per questioni professionali, ma anche per dovere morale, nel rispetto di chi ha perso e potrebbe perdere la vita nel tentativo di esplorare lo spazio.



(Fonti: https://scienze.fanpage.it/astronauti-morti-per-portarci-sulla-luna-chi-sono-le-vittime-delle-missioni-apollo-e-gemini/,https://it.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle_Challenger, https://it.wikipedia.org/wiki/O-ring)

mercoledì 29 aprile 2020

STEP #12 La Morte come chiave d'accesso alla vita eterna

“San Tommaso d'Aquino confortato dagli angeli (Tentazione di San Tommaso)” di Diego Velàzquez. Olio su tela (244 x 203 cm). Realizzato nel 1631. È conservato nel Museo Diocesano di Arte Sacra di Orihuela.


Nel Medioevo la morte veniva considerata come la chiave d’accesso alla vita eterna. In un periodo in cui la vita era di circa 45 anni e si moriva di colera, lebbra, peste, tifo, vaiolo e altre spiacevoli malattie, gli uomini accettavano la morte con rassegnazione. Nello stesso periodo fioriva la Scolastica, ovvero una corrente filosofica che tentava di conciliare la fede cristiana con il pensiero razionale. Tommaso d’Aquino, uno dei massimi esponenti della Scolastica, discute del tema della morte in occasione dell’argomentazione dell’immortalità dell’anima. Per il filosofo l’uomo è imprescindibilmente costituito da anima e corpo. L’anima razionale, creata da Dio e unitasi al corpo nel momento del concepimento, diviene un tutt’uno con la materia fino alla morte. La morte sancisce il momento in cui il corpo inizia a deperire, mentre l’anima, che è immateriale, invece, sussiste senza il corpo. La morte è quindi una caratteristica tipicamente fisica e non spirituale, eppure diviene fondamentale per l’uomo nell’attimo in cui deve accedere alla vita eterna. Tommaso si dedica all’analisi della morte anche teologicamente. Secondo la religione cristiana Cristo di fatto si sacrificò per espiare il peccato originale. Con Cristo, quindi, la morte è redentiva.  Tommaso d’Acquino, parlando nell’ottica cristiana, ben capiva l’esigenza del popolo di sperare in una vita dopo la morte.
In un periodo in cui le sofferenze e le angosce quotidiane dell’uomo sono insopportabili, la concezione di una morte salvifica, così come era sostenuta da San Tommaso, era la più apprezzata dal popolo. In sintesi, si può dire che la morte è solo una parte del piano di Dio che si conclude con la ricompensa della beatitudine eterna.
"La Signora del mondo", Oratorio dei Disciplini a Clusone.

La Piramide di Cheope



Nel corso dei secoli l’uomo ha sentito la necessità di dare ai propri defunti una degna sepoltura. Specialmente quando si parla di regnanti le opere architettoniche ed ingegneristiche sfiorano il sublime. Un primo esempio maestoso sono sicuramente le piramidi. Esse sono delle costruzioni poliedriche a base quadrata e facce triangolari che si congiungono in un vertice superiore chiamato apice. Nell’Antico Egitto esse rappresentavano il dio Ra, l’unione tra terra e cielo. Al loro interno vi era la camera funeraria in cui era conservata la mummia del faraone. Le piramidi più famose sono sicuramente quelle di Giza, di cui ricordiamo quella di Cheope. Essa è conosciuta come Grande Piramide e ha al suo interno un grande numero di cunicoli con trappole mortali, costruiti per evitare che i predatori di tombe potessero giungere alla stanza in cui è situato il sarcofago del faraone Cheope, disturbando il suo sonno eterno. Per scoprire i suoi segreti, nel 2002 un gruppo di ingegneri ha costruito il Pyramid Rover, un piccolo robot costruito su commissione della National Geographic. Questa missione ingegneristica ha permesso all’uomo moderno di osservare cosa ci fosse al di là della porta di Gantenbrink, mettendo in evidenza la presenza di altre porte e altri cunicoli.
Alcune immagini realizzate dal Pyramid Rover nella stanza segreta della Piramide di Cheope.

Ciò che sorprende di più riguardo questo gioiello ingegneristico è che esso fu costruito senza tecnologie moderne, ma specialmente con l’impiego di schiavi. Anche lo stesso materiale utilizzato, per esempio, per la piramide di Cheope è sorprendente: pietre per il nucleo e per stabilizzare la costruzione una grande quantità di gesso e macerie.
Grazie alla maestria degli ingegneri e architetti dell’epoca, ancora oggi è possibile osservare un’opera funeraria incredibile, velata ancora di mistero, non solo per quanto riguarda i metodi di costruzione, ma anche sulle temibili leggende che la riguardano.


domenica 26 aprile 2020

Il "Memento mori" nella comicità.

Nel film "Non ci resta che piangere" di Massimo Troisi è riportata in chiave ironica la consuetudine dei frati del Seicento di ricordare al popolo che un giorno giungerà la morte. Ciò veniva fatto per non dimenticare il vero significato della vita. Il motto dei frati derivava probabilmente da quello usato nell'Antica Roma per ricordare ai generali vittoriosi di non peccare di superbia.
Di seguito uno spezzone del film "Non ci resta che piangere".







Storie dal Mondo: il “Dia de los muertos” messicano.


Il 2 Novembre in Messico si celebra il “Dia de los muertos”, letteralmente il giorno dei morti. A differenza di quanto si possa pensare, questo è un giorno di colori, allegria e rumorosi festeggiamenti! La morte è vista in un’accezione del tutto positiva poichè grazie ad essa si raggiunge una condizione migliore. Si parla di una tradizione molto antica, che risale al tempo degli Atzechi, i quali rappresentavano anche la dea della vita con il volto di un teschio. Il “Dia de los muertos” consiste principalmente nel festeggiare non solo i propri cari scomparsi, ma nel permettere loro di ritornare nel mondo dei vivi. 
Un cimitero decorato con “cempasúchil”.

Alcuni familiari che passano la notte al fianco delle tombe dei propri defunti.

La tradizione vuole che si costruisca un altare su cui ci sono oggetti che permetterebbero ai defunti di oltrepassare il ponte di fiori che unisce la terra dei morti con quella dei vivi, come per esempio fotografie. Inoltre negli altari che possono essere a due, tre o sette piani, ritroviamo anche le pietanze più amate dai defunti in vita, oltre ai tradizionali “calaveras”, ovvero teschi di zucchero colorati sui quali sono incisi i nomi degli antenati oppure il “pan de muerto”, che simboleggia il ciclo della vita. È interessante come solitamente si utilizzi anche il sale per impedire la decomposizione dei corpi durante il passaggio tra le due dimensioni. 
Infine, si cospargono le strade di fiori arancioni dedicati ai morti, “cempasúchil”, in modo tale da creare un vero e proprio percorso che collega le tombe dei defunti alle case dei familiari in vita.

Le "Calaveras" tra “cempasúchil”.

Un tipico altare familiare.

Il "pan de muerto".



Nelle città si organizzano dei veri e propri festival culturali e ci si veste da “Su Majestad La Muerte“.





Nel 2017 è stato distribuito dalla Walt Disney Pictures e creato e prodotto dai Pixar Animation Studios il film d’animazione “Coco”, che tratta proprio della variopinta festività messicana.




sabato 25 aprile 2020

"La Morte di Marat" di Jacques-Louis David

Jean-Paul Marat, detto l'Amico del popolo, fu uno dei protagonisti della Rivoluzione francese. Marat fu assassinato da Charlotte Corday. Proprio l'assassinio del giornalista è protagonista del dipinto di Jacques-Louis David. L'artista fu incaricato dalla Convenzione di rappresentare la morte di Marat.

“La morte di Marat”, Jacques-Louis David. Olio su tela. Il dipinto è conservato nel museo reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles.

STEP #11 Il Covid-19 e la morte in solitudine


L’Italia e il Mondo intero si trovano oggi ad affrontare una grande emergenza sanitaria dovuta ad un nuovo ceppo di Coronavirus denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV). Il virus provoca la malattia denominata Covid-19 che genera nell’uomo febbre, stanchezza, tosse secca e, nei casi più gravi polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Per maggiori informazioni riguardo al virus è possibile consultare il sito del Ministero della Salute.
I deceduti ad oggi, 25 Aprile 2020, sono 26.384 e tutti loro sono inevitabilmente accomunati da un triste elemento: la morte in isolamento. A causa della malattia è obbligatorio il distanziamento immediato dai proprio cari e, una volta ricoverati in ospedale, si entra solo in contatto con medici, costretti per sicurezza ad un abbigliamento alienante e asettico. La drammaticità di questo evento è duplice: gli ammalati non possono essere confortati al momento della morte e i familiari non possono celebrare il rito funebre. La morte è divenuta in questo modo un evento ancor più traumatico per l’uomo, facendo emergere l’antica paura della morte in solitudine. La solitudine è anche di chi è ancora vivo che si trova sospeso in momento in cui è difficile elaborare il lutto con questa morte spersonalizzante.
Il Coronavirus ha costretto l’uomo del Primo mondo a fronteggiare inevitabilmente il tema della morte, che sembrava esser stato quasi rimosso dal dibattito pubblico. 

Nel seguente articolo la psicologa Bommassar parla proprio di come queste morti improvvise hanno stravolto la psiche umana.
"Il fatto di non poter essere presenti nel momento della morte - aggiunge - è una sofferenza aggiuntiva. Il saperli da soli, il sapere che in quel momento la tua mancanza viene sentita in modo particolare è un ulteriore motivo di sofferenza".
Come ci spiega la dottoressa, spesso in questi casi scatta un meccanismo (paradossale) di auto-colpevolizzazione. Non potendo garantire la propria presenza, ci si sente (a torto) in colpa. "Sono meccanismi ingiustificati, che non hanno una logica - spiega Bommassar -. Se le condizioni ti impediscono di essere presente in un momento che sai può essere la fine, ti viene tolta la possibilità della "riparazione".


Fossa comune nel Bronx, New York.

Un altro interessante articolo che tratta di questo delicato argomento è quello di Davide Sisto.
"Mancano le carezze, gli sguardi, le parole di sostegno dei propri cari i quali, a loro volta, vivono la contemporanea frustrazione di non poter più vedere e toccare i corpi delle persone amate. Non è concessa, soprattutto, la possibilità di risolvere le diatribe e le incomprensioni rimaste aperte, anche solo simbolicamente con un gesto fisico. Il Covid-19, al pari degli incidenti aerei e degli annegamenti in mare, sembra essere un infido alleato del rimpianto in quanto ci priva all’improvviso dei corpi. Lascia le vicende personali sospese nel nulla, non manifestando pietà nemmeno nell’immediato post-mortem: vietate le celebrazioni dei funerali, sono all’ordine del giorno le situazioni che vive Bergamo, città da cui vengono trasportati i cadaveri – tramite i mezzi militari – verso altre regioni italiane a causa delle carenze dei forni crematori locali."

Salme trasportate da camion militari. Bergamo.


giovedì 23 aprile 2020

Il vecchio cimitero ebraico di Praga.


A Praga è situato uno dei più antichi cimiteri al mondo. Esso è situato nell’antico quartiere ebraico. Il cimitero fu utilizzato a partire dalla fine del Quattrocento e fu utilizzato a fine dell’Ottocento. Principalmente le tombe venivano scavate in profondità in modo da accogliere un grande numero di salme e al di sopra di quest’ultime venivano posizionate altre tombe. Infatti, La particolarità di questo luogo è che è un cimitero stratificato.  Le lapidi che fuoriescono dal terreno in modo irregolare rendono perfettamente il sovraffollamento del luogo. Sulle lapidi sono riportati le date della morte. Esse sono molto spesso decorate con incisioni che alludono al nome del diretto interessato o del lavoro svolto in vita oppure ritroviamo simboli religiosi.

Di seguito sono riportate fotografie da me scattate.






mercoledì 22 aprile 2020

Storie dal Mondo: racconto di un Samurai 侍 dal Giappone.


In Giappone vengono principalmente professate due religioni: quella Buddhista e Shintoista. Entrambe hanno in comune la concezione della morte come fase di passaggio per permettere all’anima di reincarnarsi in un nuovo corpo e, quindi, cambiando forma, raggiungere un nuovo livello di esistenza. Proprio per i numerosi punti in comune che troviamo tra le due religioni per quanto riguarda la morte, molti uomini sono soliti praticare il Buddhismo in vita, ricevendo un funerale Shintoista e viceversa. Kouhei Kikuchi spiega brevemente nel seguente video cosa accade all’anima dopo la morte e parla personalmente della propria anima e delle sue vite passate.


Appuntamento con la Morte. 1







lunedì 20 aprile 2020

"Le fantasticherie del passeggiatore solitario" di René Magritte.

"Le fantasticherie del passeggiatore solitario" di Magritte rappresenta il tragico suicidio della madre. La donna, infatti, si gettò dal ponte sul fiume Sambre. Ella sarà trovata nelle acque dello stesso fiume  con il volto coperto dal bordo della vestaglia.

"Le fantasticherie del passeggiatore solitario" di René Magritte. Olio su tela (139 cm x 105 cm). Collezione privata



venerdì 17 aprile 2020

Storie dal Mondo: proverbi dall'Argentina.

I proverbi sono molto utilizzati anche nella cultura argentina e il mio amico Joaquìn Borda ne elencherà tre nel video seguente!


  1. "Muerto el perro, se acabo la rabia". La sua traduzione letteraria è "Morto il cane, finita la rabbia". Per eliminare un problema bisogna eliminarne la causa.                                                          
  2. "El que hierro mata, a hierro muere". La sua traduzione in italiano è "Chi di spada ferisce, di spada perisce". Con il proverbio si afferma che chi provoca una determinata sofferenza in qualcuno, in futuro soffrirà della stessa. Esso viene utilizzato nel Vangelo di Matteo.                           
  3. "Genio y figura hasta la sepultura". La sua traduzione è "Chi nasce tondo non può morire quadrato". In questo caso si fa riferimento al fatto che difficilmente si riesce a correggere i propri difetti e per questo essi verranno mantenuti fino alla morte.

giovedì 16 aprile 2020

"Morte e Vita" di Gustav Klimt.

Gustav Klimt rappresenta sulla tela l'inestricabile rapporto tra Morte e Vita.

"Morte e Vita" di Klimt. Olio su tela (178 cm x 198 cm). L'opera è collocata al Leopold Museum a Vienna.

STEP #10 Il Settimo Sigillo: giocare a scacchi con la Morte.


“Cosa c’è dopo la morte?”. L’intramontabile quesito che condiziona inevitabilmente la vita dell’uomo. L’emblematico film “Il Settimo Sigillo” di Ingman Bergman del 1957 tratta proprio di questa tematica. Esso è ambientato nella Scandinavia del XIII secolo, lo scenario è quello di una terra devastata dalla peste. La barbarie di questo periodo ha devastato l’animo umano, attanagliato sempre di più dalla convinzione che Dio stia punendo il mondo. In questo clima apocalittico si inserisce la storia del cavaliere Antonius Blok che, dopo aver combattuto le crociate, incontra la Morte su una spiaggia. Antonius decide di sfidare la Morte a scacchi, non ancora pronto ad affrontarla a causa della sua fede vacillante. Ogni partita si intreccia con la disperata ricerca di risposte sul significato della vita e di Dio da parte di Antonius.



STEP #25 Dialogo

La giovane Alex, protagonista della serie “ Appuntamento conla morte ”, a seguito dell’improvvisa scomparsa dell’amica Phoebe, si ritrova ad...